Due persone che decidono di stare insieme devono fare dei sacrifici. Spesso belli e gratificanti, per carità, ma comunque sacrifici.
Dedicare del tempo all’altro, mettersi il completino sexi anche quando si avrebbe voglia di un bel pigiamone, accettare i difetti del fidanzato senza avere una crisi di nervi…sono tutti sacrifici.
“La gioia che ne deriva, però, è impagabile!” direte voi. E’ vero. Stare in coppia, d’altronde, non è come stare da soli. E quando due mondi diversi si incontrano – ciascuno con proprie abitudini, ritmi e comportamenti più o meno fastidiosi – diventa fondamentale sapersi venire incontro.
Ma qual è il giusto compromesso in una relazione?
Fino a che punto è giusto cambiare per l’altro? E i cambiamenti, come si misurano? Secondo lo sforzo impiegato o in base agli effetti che hanno di riflesso nella nostra vita?
Noi donne sono solitamente più propense a cambiare per un uomo. Stravolgiamo i nostri ritmi, le nostre amicizie, i nostri tempi pur di passare del tempo con chi ci fa battere il cuore. Forse si tratta di una caratteristica innata nel genere femminile, forse è proprio nel dna. E spesso, grazie alla nostra capacità di andare incontro all’altro, la relazione funziona.
Ma come si fa a capire quando e quanto è giusto cambiare per un uomo?